
Cosa passa nella testa di un arrampicatore dell’effimero quando, giunti alle porte dell’inverno,
il Sig. Freddo non vuole arrivare? Una volta scrissi:
«Il termometro é salito sull’altalena
dell’asilo e la suora non vuole farlo scendere».
Assisto incuriosito e coinvolto alla smania degli
ice-climber che, già ad ottobre, assediano
i negozi specializzati in attrezzature da alpinismo.
Tutti si informano se qualche nota o meno nota ditta
del settore lancerà sul mercato la magica attrezzatura
che gli permetterà di superare il “grado
super-stereo” ed avere la speranza di partecipare
alla ristrettissima selezione per accedere all’ambitissimo
club PICCA-DILLY che ha l’unica sede a Mövenpik.
Anche io ogni anno vengo colto da questo raptus e
dimentico quel grande tesoro di insegnamento che mi
veniva urlato quando, da piccolo, correvo in bicicletta:
«Il SIGNORE ti ha dato le gambe? USALE !!».
MANNAGGIA !! Bella quella "alpin-giacca"
della ditta Re-Artú! é la stessa che
ha sponsorizzato la spedizione “alla ricerca
del santo Graal” del fortissimo gruppo “Cavalieri
della tavola rotonda”.
È dotata del modernissimo sistema a scudo riflettente
per i blocchi di ghiaccio che si staccano quando ti
arrampichi.
-Scusi, Signorina? (Leggo velocemente il cartellino
con il nome della commessa)
-Scusi Signorina Ginevra, é possibile provare
questa giacca?
-Si, Certo ma.... Lei su che grado arrampica?
-Ma.... io.... veramente....
-Non é per me é per.... é per
mio cugino.... é lui quello forte.... mia zia
mi ha chiesto di guardare se c’era la taglia
giusta, siamo uguali,..... mia zia gliela vuole regalare
per Natale.....
-Si va bene… ho capito… Ecco, tenga, li
c’é lo specchio ma....quando ha finito
mi chiami, la ripongo io sul manichino.
(Accidenti che permalosa! eventualmente mio cugino
questa giacca potrebbe usarla durante gli incontri
di judò...… aah ecco lo specchio).
Mi guardo nel grande specchio e.... nasce improvvisamente
in me il pensiero del comune mortale:«Sono solo
un piccolo ed insignificante terrestre! É meglio
che io vada a cercarmi un paio di ghette nuove o,
come l’anno scorso, negli scarponi ci faccio
l’allevamento di rane».