sogni di ghiaccio (gennaio 1999)

 Il calendario ha già battuto da qualche settimana il 21 dicembre ma il Signor Freddo non vuole arrivare. Il termometro è salito sulla vecchia altalena dell’asilo e la suora non vuole farlo scendere. Starà accadendo la stessa cosa su tutto l’arco alpino o sarà una situazione fantozziana che avvolge solo la mia città? Mannaggia mi sono comprato le picche nuove e sta a vedere che farò solo “scalate in frigorifero”.
DRIN, DRIN! «Pronto… CIAO! Non ti avevo riconosciuto, come stai… È formata?!… OK…Va bene, ciao».
È più di un’ora che stiamo camminando nello zucchero fino al ginocchio e continuo a pensare che dovevo salire con gli sci, alla peggio durante la discesa nel bosco avrei fatto legna per il camino…
Devo dicidermi a comprare le ghette nuove o in questi scarponi ci faccio l’allevamento di rane, accidenti! Non ricordavo fosse così lungo l’avvicinamento, non dovrebbe mancare più molto, ancora una valletta e… UAUU! L’anno scorso la guardai con il binocolo, me la ricordavo più piccola. Ora, chi fa il primo tiro?

Cos'è il gioco dell'effimero? Salire le mura del castello della regina delle nevi, le canne dell’organo della vecchia chiesetta gotica, la candela che da bambino stringevo timoroso tra le mani durante la processione di fine inverno. Salire tra una fitta giungla di liane, una appiccicosa ragnatela senza restarne invischiato, un’affilata spada di Damocle in balia della gravità. Salire il greto del torrente ghiacciato saltando da un sasso all’altro. Vagare in un orto di cavolfiori. Andare alla ricerca di funghi in una foresta tenebrosa che tra poche ore sarà raggiunta dai raggi del sole, raggi che daranno nuovamente il via al ciclo della vita e allo scorrere delle acque. Acque che non saranno più praticabili con picche e ramponi fino a quando l’Architetto Sig. Gelo non ci stupirà con i nuovi progetti dei giochi dell’effimero.
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