
Il calendario ha già battuto da qualche settimana il 21 dicembre ma il Signor Freddo non vuole arrivare.
Il termometro è salito sulla vecchia altalena
dell’asilo e la suora non vuole farlo scendere.
Starà accadendo la stessa cosa su tutto l’arco
alpino o sarà una situazione fantozziana che
avvolge solo la mia città? Mannaggia mi sono
comprato le picche nuove e sta a vedere che farò
solo “scalate in frigorifero”.
DRIN, DRIN! «Pronto… CIAO! Non ti avevo
riconosciuto, come stai… È formata?!…
OK…Va bene, ciao».
È più di un’ora che stiamo camminando
nello zucchero fino al ginocchio e continuo a pensare
che dovevo salire con gli sci, alla peggio durante
la discesa nel bosco avrei fatto legna per il camino…
Devo dicidermi a comprare le ghette nuove o in questi
scarponi ci faccio l’allevamento di rane, accidenti!
Non ricordavo fosse così lungo l’avvicinamento,
non dovrebbe mancare più molto, ancora una
valletta e…
UAUU!
L’anno scorso la guardai con il binocolo, me
la ricordavo più piccola. Ora, chi fa il primo
tiro?
Cos'è
il
gioco
dell'effimero? Salire
le
mura
del
castello
della
regina
delle
nevi,
le
canne
dell’organo
della
vecchia
chiesetta
gotica,
la
candela
che
da
bambino
stringevo
timoroso
tra
le
mani
durante
la
processione
di
fine
inverno.
Salire
tra
una
fitta
giungla
di
liane,
una
appiccicosa
ragnatela
senza
restarne
invischiato,
un’affilata
spada
di
Damocle
in
balia
della
gravità.
Salire
il
greto
del
torrente
ghiacciato
saltando
da
un
sasso
all’altro.
Vagare
in
un
orto
di
cavolfiori.
Andare
alla
ricerca
di
funghi
in
una
foresta
tenebrosa
che
tra
poche
ore
sarà
raggiunta
dai
raggi
del
sole,
raggi
che
daranno
nuovamente
il
via
al
ciclo
della
vita
e
allo
scorrere
delle
acque.
Acque
che
non
saranno
più
praticabili
con
picche
e
ramponi
fino
a
quando
l’Architetto
Sig.
Gelo
non
ci
stupirà
con
i
nuovi
progetti
dei
giochi
dell’effimero.